16/03/2011 - ISMUnews newsletter 26
1. VIVE IN ITALIA IL 14% DEGLI ALBANESI
È possibile stilare la graduatoria degli stati con i maggiori stock relativi di emigrati sul territorio nazionale, rapportando il numero di stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2010 (secondo l’Istat) al numero di abitanti al paese di origine (secondo rielaborazioni Onu di varie fonti). Da questa analisi si evince che è senz’altro l’Albania a primeggiare, con ben 467mila residenti in Italia pari al 14,8% dei 3,2 milioni di connazionali in patria. Se escludiamo le enclave di San Marino e del Vaticano, seguono la Macedonia, con il 4,5% di emigrati in Italia sul totale degli abitanti; la Romania, col 4,2%; e la Moldova, col 2,9%. In seconda battuta sempre dall’Europa dell’Est meritano segnalazioni le provenienze dal Kosovo (pari in Italia allo 0,9% degli abitanti in patria), dalla Bosnia-Erzegovina (0,8%), dalla Serbia (0,7%) e dal Montenegro (0,6%), tutti dalla ex Iugoslavia; ancor più dal vicino Maghreb ovvero dal Marocco (1,3%) e dalla Tunisia (1,0%); e seppure su numeri assoluti inferiori, dalle isole africane di Capo Verde (0,9%), Seychelles (0,7%) e Mauritius (0,7%).
Complessivamente i paesi rappresentati in Italia sono 191 su 195, (mancano i paradisi marini di Micronesia, Palau, Nauru e Tuvalu). Dei 50 paesi più popolosi del mondo, quelli con i maggiori flussi relativi in Italia sono nell’ordine i già citati Marocco, Ucraina, Perù, Polonia e Ghana e — con circa lo 0,1% di emigrati sulle rispettive popolazioni totali — Filippine, Egitto ed Algeria.
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